Europa. Fumarola alla manifestazione a Roma: “In piazza per difendere democrazia e libertà con un’Unione più forte”

“Oggi scendiamo in piazza con l’orgoglio di chi crede nell’Europa dei popoli, del lavoro, del welfare, senza ideologia nè ingenuità. L’Unione è a un bivio: o si rafforza diventando una vera Federazione di Stati, o rischia di frantumarsi sotto la pressione degli imperialismi esterni e delle tensioni interne”. Lo ha detto la Segretaria Generale della Cisl Daniela Fumarola al suo arrivo a Piazza del Popolo con una folta delegazione del sindacato alla manifestazione promossa dal giornalista e scrittore Michele Serra dalle pagine di Repubblica. “La pace, la democrazia, la libertà non sono conquiste irreversibili: la storia e padri fondatori dell’ideale europeo ci insegnano che vanno difese. Per questo l’Unione deve svegliarsi e farlo ora, superando divisioni e immobilismi.
Dobbiamo dotarci degli strumenti per affrontare le sfide del presente e del futuro. Serve un’integrazione politica, sociale ed economica più forte, capace di superare il vincolo dell’unanimità, per una governance in grado di rispondere con rapidità e decisione ai cambiamenti globali. È fondamentale strutturare una difesa comune: non si tratta di militarizzare la società, ma di garantire la sicurezza e la deterrenza necessarie per preservare la pace e la democrazia.
L’aggressione russa all’Ucraina ci ha ricordato che la pace non è semplicemente l’assenza di guerra, ma un valore che va protetto con determinazione. Da Kiev passa il confine tra libertà e autocrazia, e l’Europa ha il dovere morale e l’interesse politico di sostenere il diritto alla resistenza di un popolo libero.
Ma l’Unione non può fermarsi qui. Deve investire nel proprio futuro, rafforzando le politiche industriali, energetiche e di welfare per garantire sviluppo e coesione, evitando che le risorse destinate alla crescita finiscano nel riarmo.
In questo quadro, il programma RearmEU è una scelta obbligata, ma non la soluzione definitiva. Un passo necessario per rafforzare la capacità di difesa dei singoli Stati, superando veti che spesso paralizzano l’azione comunitaria.
Tuttavia, si tratta di una risposta d’emergenza, non di una strategia a lungo termine. La strada da percorrere è quella di una politica di difesa comune, con un sistema integrato tra gli Stati membri che ottimizzi risorse, produca efficienza e riduca i costi, liberando al contempo energie per le politiche di sviluppo.
Il punto è anche e soprattutto politico. Perché senza una difesa comune, non potrà mai esserci una politica estera europea autorevole e indipendente. La manifestazione di oggi è un’occasione importante per ribadire che l’Europa non può restare spettatrice della sua stessa crisi. Dobbiamo reagire con coraggio, rinsaldando le ragioni dell’Unione come abbiamo fatto nei momenti più difficili della nostra storia”, ha concluso la leader Cisl.

LEGGI ANCHE: