Draghi. Fumarola: “Difesa comune necessaria per un’Europa più forte ma questa priorità non intacchi le risorse per la coesione sociale”

“Le parole di Mario Draghi confermano che l’Europa sta vivendo una fase di grande incertezza sul piano della sicurezza e della competitività economica. La CISL ritiene che una politica di difesa comune europea sia ormai un passaggio ineludibile per rafforzare il ruolo del nostro continente nella politica internazionale e garantire la stabilità necessaria alla crescita e al benessere dei cittadini”. Lo afferma la Segretaria Generale della CISL, Daniela Fumarola, commentando l’audizione odierna dell’ex premier al Senato. “L’attuale scenario geopolitico, aggravato dall’invasione russa dell’Ucraina e dalle nuove strategie della politica estera americana, impone scelte coraggiose – aggiunge la leader sindacale -. Per rafforzare la politica estera dell’Europa nel contesto globale, occorre anche una maggiore integrazione delle piattaforme industriali nazionali nel settore della difesa, in particolare nella ricerca e sviluppo e nell’interoperabilità dei sistemi, per evitare sprechi e garantire un sistema produttivo più efficiente e competitivo. Tuttavia – sottolinea Fumarola – ogni investimento nella difesa, non può e non deve avvenire a discapito delle risorse destinate alla coesione sociale, al welfare e alle politiche per l’occupazione. Non c’è nessuna contraddizione tra sicurezza e sviluppo se non si sacrifica il modello sociale europeo, che resta un elemento distintivo e imprescindibile per il futuro delle nostre comunità”. “La CISL ritiene, insieme a Draghi, che la strada di un nuovo contratto sociale sia la via maestra per il rilancio di un’Europa dei popoli, del lavoro, dei diritti e dell’equità. Ogni attore politico, sociale, istituzionale dovrebbe sentirsi chiamato a dare un contributo, oltre ogni interesse particolare” – conclude Fumarola.